venerdì 30 settembre 2011
Mano
Vago nel buio
convinto che i miei giorni
felici sono arrivati al capolinea.
Nulla ha più senso
e la sola cosa importante
è chiudere il giorno
con meno dolore possibile
ingurgitato nello stillicidio
dei minuti che passano.
Il corpo che striscia per terra
diventa una enorme scarpa
sporca di fango.
Lo sguardo basso
rende impossibile la visione
di tutto ciò che mi circonda.
Poi ad un tratto un schiaffo violento
scuote il mio vagare
e mi sveglia dal nero torpore
della mia rassegnazione.
Alzo lo sguardo e vedo la mano
che mi ha appena percosso
tesa verso di me dolcemente
che mi invita ad alzarmi.
L' afferro con avida voglia
di scrollarmi di dosso tutto lo sporco
e di tornare a camminare,
non più strisciare.
Faccio fatica a trovare di nuovo
la giusta posizione,
è un po' come tornare di nuovo al mondo.
Terribilmente fantastico.
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